Bio

Short Bio

Monica Dovarch, antropologa visiva (MA Visual Anthropology – Goldsmiths, Londra). Vive tra l’Italia e la Germania, lavorando per lo più come documentarista indipendente. Ha lavorato per Arte TV, lungometraggi e cortometraggi come prima assistente alla regia e coordinatrice della produzione, ha lavorato come direttore della fotografia per documentari e video musicali. Guarda a qualsiasi tipo di progetto con il suo background antropologico che caratterizza da sempre il suo approccio cinematografico.

Un pò di più su di me:

Sono nata nel 1984 a Nuoro, Sardegna, un’isola italiana in mezzo al Mediterraneo. Mio padre è nato a Roma e mia madre a Nuoro. Il mio cognome Dovarch, rivela le mie origini ibride. Non so ancora da dove provenga esattamente il mio cognome. Qualcuno ha detto che viene dall’Ungheria, altri dalla Slovenia o forse dall’Austria, ci farò un documentario un giorno.
Appena finito il liceo, mi sono trasferita per studiare Antropologia all’Università degli Studi di Bologna e ho vissuto a Bologna per quattro anni. In seguito, con il desiderio di acquisire maggiori competenze tecniche, mi sono trasferita a Londra e ho frequentato un Master of Art in Antropologia Visiva alla Goldsmiths University. Poco prima di iniziare il Master a Londra ho frequentato un workshop di Antropologia Visiva tenuto da David e Judith MacDougall, organizzato da ISRE Sardegna di Nuoro. Il workshop è stato fondamentale per la mia futura formazione professionale. Dopo gli studi di Antropologia ho iniziato a guardare alle mie radici e alla mia identità con occhi diversi e ho “scoperto” un’isola davvero affascinante. Da quel momento la maggior parte delle mie ricerche e delle mie opere, sia scritte che filmate, sono ambientate in Sardegna. Ho scritto di rituali funerari sardi e di eutanasia arcaica (leggi la mia tesi di laurea triennale Estremos Rimedios S’accabadora: pratiche e figure della morte in Sardegna 2007); ho filmato la musica e le tecniche di costruzione degli strumenti tradizionali sardi, le erbe curative, gli habitat endemici, la permacultura, l’archeologia, gli idiomi e la longevità.